I LUOGHI MAGICI DI SANTIAGO DI COMPOSTELLA

Dal mito alchemico all'architettura magica: l'impianto occulto della Cattedrale di Santiago, il culto di San Giacomo, i simboli del pellegrinaggio. L'Inquisizione, i Templari e l'Ordine di Santiago... dal Seminario Maggiore alla Chiesa di Santa Maria La Real de La Sar. Tutto questo e molto di più in un magico viaggio alla scoperta dei misteri più misteriorosi della città

Indice: Prima di partire Introduzione Il pellegrinaggio… un antico percorso magico Priscilliano, un’ipotesi eretica per il culto di san Giacomo Dalle reliquie sacre al magico impianto della Cattedrale di Santiago Dalle invasioni alle Crociate… Dai Tarocchi… ai lunghi porticati della città Il figlio del tuono… san Giacomo Il magico ritrovamento… la nascita di una leggenda Durante il viaggio Il Cammino di Santiago: una via spirituale Il Cammino di Santiago… la Via Lattea degli iniziati Il Cammino di Santiago… la via verso l’Oro degli alchimisti Il Cammino di Santiago… la via della salute Il Cammino di Santiago… una via templare L'Ordine di Santiago della Spada Rossa La guida per Santiago: il Codex Calixtino o Liber Sancti Jacobi A Santiago di Compostella La chiesa di San Francesco… La chiesa di San Domenico… Il tribunale della Santa Inquisizione e l’Hostal de los Reyes Católicos Il Seminario Maggiore l'antico monastero di San Martìn Pinario La chiesa di Santa Maria La Real del Sar Il magico scrigno di Santiago: la cattedrale! Postfazione

Ernesto Fazioli
Euro 17.12
Formato cm. 14,5x20,5 Pag. 160 Illustrato in B/N
ISBN 9 7888888 437491

Il Cammino di Santiago è profondamente esoterico: esso agisce all'interno dell'anima attraverso l'incontro di verità universali; conduce all'abbandono degli schemi terreni dentro i quali si è vincolati e libera l'energia creativa della vita, portando il pellegrino a morire allegoricamente a se stesso e rinascere a una nuova realtà, per questo il pellegrinaggio, come il procedimento alchemico, è simbolo di morte e resurrezione, in cui gli opposti si integrano. Attraverso i segnali alchemici, astrologici ed ermetici avvertiti lungo il percorso, nelle costruzioni, nelle opere d'arte, nell'ospitalità ottenuta dai monaci di ordini militari disseminati lungo il suo itinerario, esso richiama costantemente l'attenzione verso la meta prefissata. Il pellegrino ritorna cambiato da Santiago: rafforzato nella propria volontà da questa via di dolore, provato nella capacità di superare ostacoli, vittorioso sopra i propri condizionamenti, sia fisici sia mentali.
A Santiago vi confluivano le più diverse confessioni religiose, per cui era considerata un centro culturale molto attivo, soprattutto per la presenza di molti sapienti e dotti che ammantarono il luogo di un'aurea di sapienza ermetica. Ben presto si creò una leggenda attorno al suo nome e al suo Cammino: in questa prospettiva il pellegrinaggio a Santiago di Compostella diventò spesso soltanto un evento immaginario e già nel XIV secolo l'identificazione tra pellegrinaggio a Compostella e alchimia era un fatto compiuto, alimentato da alcuni elementi di similitudine contenuti nel loro simbolismo. Innanzitutto l'alchimia si lega perfettamente con la circolarità del pellegrinaggio ed è un tema essenziale dell'esoterismo partire da un punto per ritornare al medesimo, trasformati. Questo argomento è analizzato nelle concezioni dei filosofi stoici che vedevano la creazione iniziare da un Soffio o Pneuma dal quale si generavano i quattro elementi. Da questi ancora nasceva la dualità: il principio maschile attivo o solare, Anima Mundi, formato dal Fuoco e dall'Aria; il principio femminile passivo o lunare, Corpus Mundi, formato dall'Acqua e dalla Terra. Se gli antichi alchimisti latini non consideravano ancora questo dualismo di base della materia alchemica, dopo le traduzioni di Marsilio Ficino le due forze, opposte e complementari, entrarono in stretto rapporto tra di loro, facendo nascere il concetto di Quintessenza, sostanza che sintetizza e contiene in sé ognuno dei quattro elementi. L'unione di questi opposti, intesa come perfetta androginia e la circolarità del percorso generavano l'Ouroboris, il serpente che si morde la coda. Esso è il simbolo della rigenerazione e della trasmutazione, per via della muta della pelle; è maschile come simbolo fallico e femminile allo stesso tempo, per via del suo ondeggiare come acqua; la bocca che si lega alla coda diventa l'immagine della tradizione orale che riparte e si rigenera da se stessa. È il dragone della tradizione ermetica, punto di partenza e di arrivo dell'Arte Regia. Esso è individuato con i due principi essenziali lo solfo (maschile) e il mercurio (femminile), lo Yin e lo Yang della tradizione orientale che in diverse combinazioni formerebbero la base di ogni metallo e l'oro puro, permettendo la realizzazione della Coincidentia Oppositorum, l'integrazione degli opposti.