
In questa mostra i personaggi di questo mondo incantato prendono vita vestendosi della creatività di artisti del terzo millennio, per apparire - come in una parata medievale - in un percorso suggestivo.
Questa esposizione fà parte di una preziosa collezione del Museo dei Tarocchi (Riola di Vergato, provincia di Bologna), il primo museo al mondo che accoglie le collezioni più prestigiose di tarocchi a livello internazionale. La realizzazione artistica è stata curata dai referenti del Museo, Morena Poltronieri ed Ernesto Fazioli, che hanno creato un filo conduttore tra il passato storico di queste carte e la contemporaneità. Appaiono nomi a livello internazionale dalla Nuova Zelanda, con Sacred Dean, agli Stati Uniti, dove spicca la figura di Catya Plate, esponente dell’avanguardia newyorkese.
Occorre segnalare la presenza di altri artisti del calibro di Will Parfitt dall’Inghilterra, Vito Carta, Matteo Arfanotti, Emma Orsi, Jessica Angiulli, Giuliana Cusino, Luciano Bernasconi. Un altro nome eclatante è quello di Gian Maria Potenza, di cui ricordiamo l’importante esposizione all’interno degli eventi concepiti nell’ambito della 51° Biennale di Venezia. La sua opera viene decifrata dalla critica come un’interpretazione moderna della tradizione gotico-bizantina veneziana, di ascendenza orientale e presenterà al Baraccano uno degli arcani maggiori dei Tarocchi più emblematico: il Matto.
Inoltre, si potrà ammirare l’opera di Hermann Haindl, autore tedesco ormai ottantenne considerato dalla critica internazionale il più grande autore di tarocchi contemporanei.
Una particolare menzione ai ‘bolognesi’ tra cui la celebre Octavia Monaco, Giancarlo Canelli, Maria Rita Frazzoni, e l’ormai scomparsa Maria Teresa Monti che realizzò i suoi ultimi lavori artistici insieme ad Andy Warhol.
I tarocchi sono una serie di immagini che rappresentano un mondo culturale antico in cui i misteri della natura e il senso dell'esistenza era velato da un codice simbolico. Queste carte nascono storicamente in Italia, nella metà del XV secolo, tra le corti di Bologna, Ferrara e Milano, espandendosi successivamente nel mondo culturale ed artistico mondiale. A Bologna ricordiamo l’indelebile traccia della famiglia Fibbia Castracani, e anche la leggenda che tramanda la realizzazione del primo tarocchino europeo proprio in questa città. Senza dimenticare il celeberrimo “Rogo del Diavolo” realizzato in Piazza Maggiore per volere di Bernardino da Siena, sempre nella prima metà del XV secolo, quando decise di far bruciare tutte le carte da gioco che circolavano a Bologna. Ma anche la traccia dell’Appeso, arcano XII dei Tarocchi, nell’affresco dedicato ai ‘dannati’ realizzato da Giovanni da Modena, in San Petronio.
